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Le origini dell’Albero di Natale

La tradizione dell’albero di Natale come lo conosciamo oggi, secondo alcuni  pare sia nata in Estonia e precisamente nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, a Tallin, nel 1441: lo scopo era quello di riunire giovani donne e giovani uomini attorno all’albero per ballare insieme e trovare la propria anima gemella.

C’è però anche un precedente che si può rintracciare in un gioco religioso medioevale celebrato in Germania il 24 dicembre, il “gioco di Adamo e di Eva”(Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell’abbondanza per ricreare l’immagine del Paradiso. Si preferì poi usare gli abeti al posto degli alberi da frutto perché avevano una valenza “magica” per il popolo.
In un primo momento quindi l’albero veniva posto nei luoghi simbolo della vita pubblica, mentre la tradizione dell’albero di Natale entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo per poi diffondersi dalla Germania in particolare, al resto del nord Europa.

La tradizione dell’albero di Natale non ha dunque origini cristiane, ma come abbiamo visto piano piano si è inserita nelle feste religiose medievali entrando poi ufficialmente nelle case. Ma cosa simboleggia per i cristiani? L’albero di per sé, sia per il mondo pagano che per il mondo cristiano, rappresenta il rinnovarsi della vita, e nello specifico per i cristiani rappresenta Cristo e la sua immortalità. L’abete inoltre è un albero sempreverde, non perde le foglie e dunque non si spoglia in pieno inverno, proprio quando tutti gli altri alberi sembrano “morti”: ci riconduce dunque a Gesù, l’autentico “albero della vita (Ap 2,7)”, simbolo di pace e speranza.

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Presenze e segni sulle origini dei nostri alberi di Natale possono essere riscontrate nelle più antiche culture pagane. I Romani decoravano le loro case con rami di pino e altre sempreverdi alle Calende di gennaio. Tra i Celti, i sacerdoti e le sacerdotesse druidi (dal gaelico duir, ossia quercia) usavano decorare i loro alberi sempreverdi, abeti e pini rossi, per le celebrazioni del giorno più corto dell’anno. Tra i Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa, dove il sole “spariva” per settimane nel pieno dell’inverno, nella settimana precedente e successiva al giorno con la notte più lunga si officiavano le solennità per auspicare il ritorno del sole e della vita.

L’albero di Natale è un simbolo di quella luce che deve sorgere dall’intimo dell’anima nostra e per mezzo della quale possediamo l’immortalità nell’esistenza spirituale.

Uno dei significati che più spesso vengono associati all’albero è quello di rappresentare la vita nella sua pura interezza, significato questo affidato all’oggetto naturale dalla quasi totalità delle culture che hanno popolato la terra. L’albero della vita è infatti matrice di ossigeno, un garante dell’esistenza che sprigiona nell’aria quell’elemento imprescindibile per la sopravvivenza dell’ecosistema in cui siamo immersi.

Possiamo avvertire qualcosa nell’albero che ci sta innanzi come albero di Natale, qualcosa come un simbolo di quella luce che deve sorgere dall’intimo dell’anima nostra e per mezzo della quale possediamo l’immortalità nell’esistenza spirituale. […]
Sia per noi un simbolo per ciò che deve illuminare e ardere nelle nostre anime, per innalzarci al mondo spirituale!”
Rudolf Steiner

Perchè l’albero di natale è un abete ?

Celti, i quali tendevano a venerarli non come elementi passivi della terra, ma come veri e propri esseri viventi dotati di anima, in grado di catturare energia dal profondo attraverso le loro maestose radici.

Nella grande considerazione verso la potenza che l’antico popolo affidava agli alberi, un’angolo speciale era dedicato alla venerazione dell’abete bianco, che diventava il garante della nuova vita che nasce. L’abete bianco sacro dei Celti veniva dunque definito anche come “Albero delle nascite“; i caratteristici aghi, al momento della venuta alla luce di un nuovo bambino, venivano per questo bruciati in forma di benedizione, con valenza di protezione verso il nascituro e la partoriente.

Esiste anche un’altra simbologia dell’abete legato al femminile, al suo stato sempreverde e alla capacità di riprodursi spontaneamente. Il mito fa riferimento ad Artemide e quindi alla Luna, protettrice delle donne partorienti e dei neonati. L’albero stesso nella sua struttura ci ricorda con le sue fronde delle lunghe braccia che scendono a proteggere ciò che sta sotto. albero-di-natale I piccoli abeti ad esempio hanno bisogno dell’ombra di un abete madre per poter crescere sani e la tradizione vuole che si portassero a riposare sotto questi grandi alberi i bambini di salute cagionevole. Ancora una volta non ci stupisce come scienza e tradizione collimino nel fatto che le principali proprietà dell’abete siano adatte a bambini che hanno ritardi nella crescita e fragilità ossea.

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